Argomento:

Proposte piano d'emergenza in Abruzzo

Prima che qualcuno faccio solo i suoi sporchi affari!

Pescara -

                                                      Al Presidente della Repubblica
                                                      Al Presidente del Consiglio dei Ministri
                                                      Ai Presidenti di Camera e Senato
                                                      Al Presidente della Regione Abruzzo
                                                      Al Presidente del Consiglio Regionale Abruzzo
                                                      All’Assessore regionale alla Sanità

Oggetto: piano emergenza Abruzzo.

Il triste evento che ha colpito le popolazioni abruzzesi vede mobilitati, nell’ambito degli aiuti, migliaia di operatori della protezione civile, corpi militari e volontariato quale risposta immediata all’emergenza; la RdB/CUB ritiene indispensabile e non più rinviabile definire un piano post-emergenza che sia capace di dare risposte concrete alle esigenze reali del-la collettività regionale colpita dal sisma.
Dopo la conta dei morti, l’accoglienza dei feriti nelle strutture sanitarie regionali e quella degli sfollati negli alloggi provvisori, ci deve essere una risposta certa per la più veloce ri-presa di una quotidianità che si avvicini ad una qualche forma di normalità.
La Regione Abruzzo, ex “regione canaglia” (così definita per il deficit pubblico regionale che ammonta ad oggi a quasi 4 miliardi di euro), è impegnata con il Commissario di Go-verno nella realizzazione di un Piano di Rientro caratterizzato da una politica di tagli più o meno indiscriminati alla spesa sociale, che prevede tra l’altro la rideterminazione della rete ospedaliera con la chiusura di interi ospedali che, in relazione alla difficoltà di collegamen-to e all’alto rischio sismico che caratterizzano la regione, diventa un elemento di destabi-lizzazione sociale per la popolazione anche in condizioni non emergenziali.
La RdB/CUB ritiene che il superamento non possa essere l’idea di una “new town” qua-le risposta alla inagibilità di fatto dell’intera città dell’Aquila e dei paesi dell’hinterland, cre-diamo invece che tale superamento debba passare obbligatoriamente per quelle che sono le reali esigenze dei cittadini provocate dall’evento sismico.

Riteniamo pertanto necessario avviare una seria discussione in merito ad alcune prime proposte che la RdB/CUB sottopone all’attenzione delle SS.LL.

•    L’azzeramento dell’intero deficit regionale: tale provvedimento permetterebbe al governo regionale di intraprendere le azioni necessarie alla ripresa economica (molte so-no le industrie che hanno chiuso e altre che chiedono aiuto per non farlo), di ricostruzione delle abitazioni e degli edifici pubblici distrutti, il monitoraggio e la messa in sicurezza degli edifici di tutto il territorio regionale (dichiarato ad alto rischio sismico) stanziando il 3% del bilancio regionale ;

•    L’immediata stabilizzazione di tutti i precari del pubblico impiego: in particola-re quelli della sanità impegnati, come tutti, nell’emergenza sanitaria regionale dettata dagli oltre mille feriti del sisma e dalla scomparsa dell’ospedale S. Salvatore dell’Aquila;

•    Immediato ripristino delle funzionalità primarie: risposta immediata alla crisi abi-tativa con l’utilizzo anche attraverso la requisizione temporanea di case private sfitte e/o non abitate come prima casa per evitare il fenomeno “deportazione” verso il territorio rivie-rasco; mantenimento prioritario del sistema sanitario e assistenziale che non può essere delegato a ospedali da campo male attrezzati e male organizzati così come non può esse-re “scaricato” sulle altre Asl che vivono il dramma storico della carenza di personale e che hanno il problema della non assicurazione dei LEA per i loro stessi assistiti; attenzione particolare alla ripresa delle attività didattiche nelle scuole e della università (anche per le sue specialità ed eccellenze di rilevanza nazionale);

•    Immediata assistenza economica: con sostegno al reddito per tutti coloro che ne erano in possesso e reddito minimo garantito a disoccupati e studenti fino al loro reinseri-mento lavorativo produttivo e/o sociale.Su queste problematiche è necessario focalizzare e programmare gli interventi che lo Stato e la Regione Abruzzo devono apprestarsi a fare con urgenza e ispirati da quella solidarietà che sta caratterizzando la risposta all’emergenza tali da creare i presupposti al futuro!La scrivente O.S. si rende disponibile ad incontri con le istituzioni tutte al fine di definire nel dettaglio le proposte e conferma la massima disponibilità delle proprie strutture sindacali nel definire e risolvere eventuali altre problematiche che doves-sero emergere.

Roma, 8 aprile 2009   

    p/Federazione nazionale RdB/CUB        p/Federazione regionale Abruzzo                                        Emiddia Papi                                        Mario Frittelli

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